“La Primavera delle Arti 2018”. Scultura: un’arte che evoca l’infinito. Di Lavinia Napoli

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“La Primavera delle Arti 2018”. Scultura: un’arte che evoca l’infinito. Di Lavinia Napoli
“La Primavera delle Arti 2018”:evento organizzato a Palazzo Lombardo – La Lomia dall’associazione culturale “Athena” e dall’Associazione musicale “Gaspare Lo Nigro” di Canicattì
L’evento giunto alla IV edizione prevede numerosissimi incontri incentrati sulla promozione della cultura e dell’arte in tutte le sue forme, ma ciò che ha attirato la nostra attenzione è stata l’esposizione della collezione scultorea degli artisti canicattinesi Francesco Giglia e Torquato La Mattina.
Gli artisti ci hanno invitato a toccare con mano le sculture, perché, cari amici, per chi non lo sapesse, “l’arte del tatto” è di fondamentale importanza per entrare in sintonia con l’opera d’arte…accarezzare, passare le dita nelle sinuosità, soffermarsi sulle spigolosità e continuare a toccare, prima solo con le punta delle dita, poi con l’intero palmo della mano, scoprire il materiale usato, riuscire a comprendere sensazioni dapprima solo tattili, poi anche emotive, che vanno dritte a toccare l’animo.
Cari amici, l’arte non è per tutti, solo chi possiede un animo sensibile può captare ciò che l’artista vuole trasmettere, solo chi concepisce l’arte come una porta verso l’infinito può entrare in stretto connubio con l’opera d’arte.
Abbiamo camminato a lungo fra le sculture di Francesco e Torquato, le abbiamo toccate, annusate, guardate, scrutate… fisse ed immobili eppure così dinamiche … e infine le abbiamo comprese.
Abbiamo compreso cos’è l’arte per Francesco e Torquato.
Nella lunga intervista gli artisti ci hanno parlato della loro passione per la scultura, quali i materiali usati e le tecniche utilizzate, cosa è per loro l’arte.
Il grande Michelangelo Buonarroti considerava la scultura come l’arte del “togliere”, sosteneva infatti che l’opera era già insita nella materia pronta alla lavorazione e che, compito dell’artista fosse proprio quello di liberarla. Ed è così che la pensano anche i nostri scultori.
Non vi resta, cari amici, che andare a visitare questa mostra e cercare di trovare quell’opera che vi porterà “verso l’infinito e oltre”.