Riserve naturali siciliane: presente incerto, futuro di più.

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Riserve naturali siciliane: presente incerto, futuro di più.
Lo stato di salute del patrimonio naturalistico siciliano è stato al centro degli incontri tenutisi durante la recente tre giorni organizzata all’Orto Botanico di Palermo da tutte le associazioni ambientaliste che, a partire dal 1996 e sino ad oggi, ne hanno avuta affidata in gestione dalla Regione una parte consistente, costituita da 27 riserve naturali. Il quadro che ne è venuto fuori è a tinte chiaroscure. Se da un lato c’è infatti un passato ricco di soddisfazioni e risultati di pregio, meno entusiasmante è certamente il presente e decisamente deprimente appare la prospettiva per le nostre aree protette e, per conseguenza, per i territori che le ospitano. E proprio perché appare chiara la sottovalutazione e l’approssimazione con cui la classe dirigente dell’isola si pone di fronte a questi temi a maggior ragione, da parte di chi per la tutela e la valorizzazione della natura si è sempre battuto si manifesta come necessaria una nuova stagione di mobilitazione che coinvolga anche la cosiddetta società civile, vale a dire le popolazioni.
Al microfono di Claudia Casa ascoltiamo Giuseppe Oliveri, presidente CAI Sicilia, e Adriana Laudani, avvocato esperta internazionale di comunicazione pubblica, già parlamentare regionale siciliana per tre legislature ed impegnata come consulente della P.A. in materia di difesa ambientale e aree naturali protette.

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