Rilanciare l’economia microimprenditoriale post Covid-19: Marketing Tips, di Salvo Trifirò, laureando in Marketing alla Luiss Guido Carli



Dal fatidico giorno dell’inizio del Lockdown, la condizione in cui versa gran parte del mondo aziendale italiano è ai limiti della disperazione. Lo testimonia il fatto che il tanto atteso inizio della cosiddetta “Fase 2”, è stato anticipato assumendo alcune forme di rischio legate alla possibilità che, visto il numero dei contagi in calo ma non ancora azzerato, il virus potrebbe tornare a propagarsi in maniera aggressiva ancora una volta.
Da qui parte l’affidarsi governativo a norme sociali divenute ormai consuetudine: Il distanziamento, l’utilizzo della mascherina e l’assoluto divieto di assembramenti vari.

Motivo? L’88% delle aziende italiane sono microimprese. Esse vengono considerate tali quando sono identificabili secondo queste caratteristiche:
– Numero di dipendenti minore di 10.
– Fatturato (la quantità di denaro ricavato in un periodo specifico) o bilancio (prospetto delle attività e delle passività di una società) annuo inferiore ai 2 milioni di euro;

Il numero di questa tipologia di imprese idoneo a mantenere viva la propria attività anche durante il Lockdown, si avvicina tragicamente allo zero. La riapertura però, rappresenta ormai un problema obsoleto, risolto dall’allentamento delle misure restrittive emanate dal governo e dall’alba di un nuovo inizio. Adesso la questione verte su ben altri interrogativi, quesiti che esulano da ogni tecnicismo finanziario o codicistico e basati sulle prospettive di ripartenze in termini prettamente commerciali.
Si parte da un presupposto basato su un famoso principio:
La base clientelare, il vero motore di una microimpresa abituata ad offrire prodotti o servizi in forma diretta al pubblico, vive un momento di terrore e, soprattutto, profondo scetticismo. L’idea che un possibile contagio possa essere dietro l’angolo è del tutto legittima e, purtroppo, difficilmente sorvolabile.
Certo, le eccezioni che confermano la regola esistono sempre come in ogni disciplina. Ma vale realmente la pena disinteressarsi ed aspettare che la natura faccia il suo corso? Forse no, forse per due motivi. Sicuramente perché non conosciamo le tempistiche di questo corso, fino a quando non si potrà considerare estinta la pandemia nessuno potrà mai ipotizzare una deadline dell’effettivo ritorno della normalità. Secondo, esiste la sicurezza che il 100% del popolo italiano possa tornare con mente, corpo ed anima alla totale normalità in tempi brevi? I traumi psicofisici procurati dal virus sono incontrovertibili, anche e soprattutto nei confronti delle persone che non lo hanno contratto.
In tutti gli studi legati al commercio, alla comunicazione e, più in generale, al puro marketing, esiste un postulato fondamentale: Il Marketing è creare valore per il cliente. Per farlo esistono innumerevoli tecniche che aumentano quotidianamente insieme allo sviluppo di nuove tecnologie, nuove risorse e nuove intuizioni. Ma oggi il bisogno imminente del consumatore risulta essere, molto banalmente, la sicurezza. Questa parola tanto abusata in questo periodo può essere la base per una strategia di rilancio vincente.

Detto in termini molto superficiali, è molto più probabile che un consumatore medio intento a portare la propria famiglia a cena fuori per festeggiare un anniversario di matrimonio, ricerchi un ristorante in grado di garantire distanziamento sociale, igiene totale e garanzie circa la conservazione dei prodotti. Insomma, poco importa se il pesce viene cucinato al forno o in pentola.
E’ verissimo, mettere di fronte un abile ristoratore di fronte a questa realtà può equivalere ad andare a sbattere contro un muro invalicabile ma tutto ciò rientra in quel corso che la natura sta facendo di cui parlavamo prima.
Quello del ristorante è un banale esempio che categorizza lo stato in cui versa la base dell’economia italiana. Dalla fase di analisi e ricerca proviamo a portare l’attenzione su quella operativa. A tal proposito, diverse attività hanno pensato di porre in essere strategie finanziarie di aumento di prezzi dei prodotti e dei servizi, al chiaro fine di far respirare un fatturato ovviamente compromesso. Dunque, se un’ipotetica azienda fautrice di questa scelta avesse come prospettiva aziendale quella di terminare la propria attività imprenditoriale nel giro di pochi mesi, potremmo considerare questa strategia assolutamente ineccepibile. Nessun dubbio. Attenzione però alle prospettive future di lungo periodo e come esse si legano ad un aumento improvviso, seppur parzialmente giustificato, del famoso listino prezzi. Il cliente, per natura, nella maggior parte dei casi, ha una forza motrice dentro che lo spinge verso la novità, con ferma la convinzione che il cambiamento porti, a prescindere, qualcosa di positivo. Su questo principio si basano tutte le tecniche del campo della fidelizzazione del cliente, tecniche che prevedono lavoro costante e preciso, al fine di puntare sulla forza ed efficacia che può avere la possibilità di mantenere un cliente come tale per la propria attività. Ne conviene un palese scontro tra obiettivi e strategie di questa natura. Potrebbe essere sbagliato pensare che un consumatore medio possa essere tranquillamente disposto a pagare un prezzo aumentato lo stesso prodotto o servizio che abitualmente acquistava solo 4 mesi fa ad un costo notevolmente più basso.

Secondo Tip: la cura dell’immagine della propria impresa è una delle caratteristiche più importanti contenute nell’area Marketing postmoderno, ovvero quel Marketing non più basato sulle cosidette funzioni Inbound, bensì su quelle Outbound. Nello specifico, l’Outbound Marketing, è un modo di fare pubblicità ad un qualche tipo di business, presentando i suoi prodotti e servizi a dei consumatori anche se questi non li stanno cercando. Anche per questo è stato denominato interrupting marketing, il marketing dell’interruzione, perché interrompe l’attenzione delle persone con qualcosa che potrebbe essere completamente fuori contesto rispetto a quello che stanno facendo o pensando. La cura della propria immagine aziendale passa da diversi canali, da qui inizia un discorso di certo pieno di spunti legato al Social Media Marketing. L’era post moderna è caratterizzata dall’incredibile predisposizione ad attuare pratiche di puro Self Branding di gran parte della componente sociale. In particolare, la generazione dei Millenials, occupa le bacheche di diversi Social Network presenti sul panorama digitale internazionale. Nulla vieta perciò alle aziende, anche di piccolissime dimensioni, attuare pratiche di Self Branding imprenditoriale, veicolando contenuti di qualsivoglia tema al fine di renderli disponibili alla propria clientela che, ai tempi d’oggi, difficilmente non sarà registrata nel magico mondo dei Social Network. Attenzione però, questo tipo di piattaforme danno ampio spazio a rischi che ingrandiscono con l’aumentare della Follower Base che, tanto più ampia, darà la possibilità di esprimersi ad una cerchia meno ristretta di utenti. Bisogna dunque prestare grande attenzione ai particolari dei contenuti pubblicati, facendo leva su semplicità, concretezza e buona fede. Insomma, si usino i Social non solo per pubblicizzare un prodotto o rendere pubblica una nuova promozione ma, soprattutto, per rendere appetibile un’immagine aziendale il più possibile Politically Correct.

Questo breve percorso si conclude qui. L’Epidemia da Sars CoV 2, meglio conosciuta come Corona Virus, ha atterrato gran parte dell’economia italiana, la quale adesso cerca in ogni modo di trovare un appiglio per rimanere in vita e provare un disperato rilancio. La forza del nostro sistema economico è rappresentata da quelle che, probabilmente, sono state le risorse maggiormente colpite, risorse che necessitano di aiuto e di nuova programmazione. In articoli di questo tipo, alcune norme giornalistiche non permetterebbero di esprimere opinioni personali ma, visto il feeling che c’è stato durante la lettura, mi permetto di uscire un attimo dallo schema editoriale per dire semplicemente che la speranza di trovare nuova linfa esiste, per trovarla bisogna solo guardare avanti e provare a ripartire come si è partiti la prima volta, con la stessa voglia e lo stesso entusiasmo. Si provi ad assorbire ogni potenziale lato positivo di questa esperienza, si provi a creare quel valore ricco di nuovi bisogni, di nuove caratteristiche e sfaccettature. Si provi, soprattutto, a ripartire cercando una nuova normalità.

“La vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia.”
(Vivian Greene)