Rete Idrica Agrigento: si rischia di perdere il finanziamento. Marco Campione disposto ad un confronto con Giusi Savarino

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Rete Idrica Agrigento: si rischia di perdere il finanziamento.
Marco Campione disposto ad un confronto con Giusi Savarino.
Decidete cosa fare: far firmare il decreto o denunciare, non ci sono alternative.
Signori onorevoli della IV Commissione Legislativa Permanente Ambiente, Territorio e Mobilità, leggete la circolare del DIPARTIMENTO REGIONALE DELL’ACQUA E DEI RIFIUTI del 27/09/2017, protocollo n. 40436; Sig. Presidente Nello Musumeci e.
Si ringraziano gli onorevoli Matteo Mangiacavallo e Giampiero Trizzino per la disponibilità.
Di Camillo Bosio

4 Commenti

  1. Caro Camillo, quello che tu ometti di dire è che la magistartura ha perto un fascicolo perchè dubita della legittimità del contratto. L’ATO, nella sua costituzione, è llegittimo e, pertanto, anche il contratto con il gestore è illegittimo. Come si posono affidare i lavori di rifecimento della rete idrica ad una società il cui contratto di gestione della rete idrica è illegittimo?

  2. Per quanto attiene la convenzione con Girgenti Acque, risalente al 2007, si vada a verificare l’esito del ricorso presentato al TAR ed al CGA, da parte di 21 sindaci, compreso il sottoscritto, in cui si metteva in evidenza, e no solo, il conflitto di interessi da parte dei 10 comuni del consorzio pubblico ‘VOLTAN0’, che erano contemporaneamente soci di Girgenti Acque e componenti dell’ATO idrico e del Consiglio di amministrazione dello stesso ATO idrico che ha aggiudicato la gara d’appalto a Girgenti Acque! Una mostruosità giuridica! I 10 comuni del VOLTANO, compresa la città di Agrigento, si sono praticamente auto aggiudicati l’appalto per 30 anni, in cambio di assunzioni e favori vari ed eventuali. Che fine ha fatto quel ricorso lo sappiamo, visto che l’allora presidente del CGA, che doveva decidere sula questione giuridica che stava alla base del nostro ricorso è attualmente sotto inchiesta, assieme al prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, e ad altri oltre 70 soggetti, facenti parte di una composita associazione a delinquere. Per questa ed altre motivazioni contenute nel ricorso di cui non si sa (formalmente!) niente, la convenzione ed il relativo contratto con Girgenti Acque, è praticamente nullo! Per questa ed altre innumerevoli motivazioni, Girgenti Acque non avrebbe mai, e poi mai, dovuto gestire una sola goccia d’acqua! Cosa più grave è la richiesta inevasa da parte della Procura Distrettuale Antimafia di Palermo e della Questura di Agrigento che imponevano all’allora prefetto di Agrigento di sequestrare, per infiltrazioni mafiose, i beni e le società riconducibili a Marco Campione, dominus di Girgenti Acque, nel frattempo è diventato l’azionista di maggioranza, il presidente e l’amministratore delegato di detta società, pur essendo un pregiudicato per gravi reati contro la Pubblica Amministrazione. Pertanto, anche ai sensi della Legge Severino, essendo chiamato a gestire un servizio di pubblica utilità (giusta sentenza passata in giudicato nel 2012 a 10 mesi di reclusione, per falso e truffa allo Stato, in ordine alla costruzione con calcestruzzo depotenziato e materiali scadenti del nuovo ospedale San Giovanni Di Dio di Agrigento). Al Campione è stato infatti consentito di gestire, impunemente, una società costituita anche con capitali pubblici, qual è Girgenti Acque.
    Pertanto il finanziamento rivendicato dal Campione per il rifacimento della rete idrica di Agrigento ci sembra un’offesa allo Stato di Diritto, alla legalità ed ai cittadini tartassati, peraltro da una società che attraverso una lunga serie di articolate truffe ha applicato delle tariffe che sono il triplo della media nazionale, a fronte di una serie di servizi assolutamente fuorilegge!

    • Non è compito nostro verificare nulla. A noi interessa solo che non si perda il finanziamento e venga realizzata la rete idrica

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