Pasquetta tra le rovine MAYA con Valentina e Adriana

18 Maggio 2019

“Immerse nella giungla, a poco più di un’ora di macchina dalla pittoresca città di Flores, in Guatemala, si nascondono le meravigliose rovine maya del gigantesco parco archeologico di Tikal.
È ancora buio quando ci incamminiamo nel sentiero, fra altissimi alberi di ceiba e piante tropicali, per raggiungere una delle piramidi Maya meglio conservate, dalla cui cima osserveremo il sorgere del sole.
Don Louis, la nostra guida, ci elenca i numerosi animali che popolano la giungla che intorno a noi si sta svegliando: puma, scimmie, giaguari, tucani, pappagalli verdi, pavoni e svariate altre specie. Rumori sinistri, fruscii fra i cespugli e spaventosi ululati ci fanno compagnia mentre cominciamo a risalire i 64 metri degli imponenti gradini del tempio IV.
Le prime luci dell’alba ci svelano la maestosità di Tikal, le vette degli altri edifici intorno a noi fanno capolino nel verde fitto della foresta, un manto di nuvole soffici fluttua tra il rosa e l’arancio dei raggi e nugoli di insetti e colibrì si librano nell’aria.
L’ululato delle scimmie urlatrici che segnano il territorio non è più così inquietante davanti a tanta bellezza.
Dopo aver goduto del magnifico spettacolo offerto da madre natura, cominciamo ad esplorare il parco: la Gran Plaza, con le sue maschere e le stele incise per consacrare il potere e le gesta dei re.
L’Acropoli centrale, con il suo labirinto di cortili, un tempo dimora dei nobili.
Il Mundo Perdido, che fu per i Maya l’osservatorio astronomico, da cui studiavano la traiettoria del sole.
Camminiamo per ore, da un complesso di templi all’altro, sotto un sole ormai alto e cocente, su strade lastricate più di 1500 anni fa da un popolo colto ed estremamente affascinante; le spiegazioni e i racconti di Don Louis ci rapiscono e ci fanno dimenticare la stanchezza… siamo pronte a lasciare l’incantevole Guatemala e a varcare il confine col Belize, alla scoperta di un altro gioiello Maya: Caracol.”

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