“Non sapevo che il mare fosse salato”, di don Nandino Capovilla e Betta Tusset

0

“Non sapevo che il mare fosse salato”, di don Nandino Capovilla e Betta Tusset

Profughi, rifugiati, migranti: sono diverse le denominazioni con cui vengono indicate le persone che, attraverso il Mediterraneo, hanno raggiunto fortunosamente il nostro Paese per sfuggire a guerre e povertà. Ma per don Nandino Capovilla, parroco in quel di Marghera, e per le cinque mamme che si prendono cura di loro sono semplicemente «i figli del mare».
Per Amadou (dal Gambia), Festus (dalla Nigeria), Moussa (dal Mali), Ousain (dal Senegal) e Mady (dal Burkina Faso) si sono spalancate le porte della canonica, ma soprattutto si è aperto il cuore del parroco e delle cinque donne che li aiutano a vivere una vita più dignitosa.
Nelle pagine di questo libro i giovani migranti raccontano le loro storie in prima persona, alternate ai pensieri e alle riflessioni di don Nandino e delle cinque donne (tra cui la co-autrice Betta Tusset) che, madri di ragazzi cresciuti nel benessere della nostra società, si trovano a fare confronti sulla diversità dei destini e l’uguaglianza delle aspirazioni a una vita «normale» che dividono e al tempo stesso uniscono i loro figli a questi «figli del mare».
Il libro, la cui prefazione è stata curata da mons. Francesco Montenegro, è stato presentato ad Agrigento presso la Libreria Paoline che ha condiviso l’iniziativa con i Laici Comboniani e con Pax Christi, movimento internazionale per la Pace.
Claudia Casa ha intervistato per noi don Nandino Capovilla e Betta Tusset.

“Non sapevo che il mare fosse salato”, don Nandino Capovilla, Betta Tusset, mons. Franco Montenegro, Libreria Paoline, Laici Comboniani, Pax Christi, movimento internazionale per la Pace, claudia casa

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here