Le Chiese di Agrigento, oggi parliamo della Chiesa dell’Addolorata, di Maria Rita Savitteri




A picco sulla parete di roccia calcarea, a ridosso della Porta Garibaldi, sorge la Chiesa di Maria Santissima Addolorata. La Costruzione risale al 1670 circa e fu affidata alla Confraternita di Santa Maria dei Sette Dolori. Ancorata ad uno sperone di tufo arenario, videro che il costone conteneva due cisterne di origine greca. Scavandone una terza, le utilizzarono per seppellire gli iscritti alla Congregazione. Il volume dell’edificio è molto lineare e semplice. Solo la facciata presenta elementi barocchi. Ma è all’interno che possiamo ammirare un vero trionfo di nuvole e angeli. Gli stucchi che la decorano sono di manifattura serpottiana, da Giacomo Serpotta, scultore e stuccatore palermitano. Dieci colonne tortili si innalzano lungo le pareti, avviluppate da tralci di vite, sorreggendo altrettanti angeli che mostrano i simboli della passione. Tutto è bianco, rigorosamente bianco, simbolo di purezza. Le fonti raccontano che Onofrio Russo, agrigentino, fu assunto dal Serpotta nel novembre del 1704 per eseguire i lavori. Entrando, non si può non osservare con una certa meraviglia, i meravigliosi e pregevoli dipinti che raffigurano l’infanzia e la passione di Cristo della scuola di Domenico Provenzani. Una Madonna Addolorata orna l’altare Maggiore. La pregevole e tanto amata statua dagli agrigentini, risale al 1700. La sera del Venerdì Santo, i fedeli la accompagnano in processione dietro la ‘ vara del Cristo morente’.
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