Le Chiese di Agrigento, oggi parliamo del Monastero di Santo Spirito, di Maria Rita Savitteri



Le Chiese di Agrigento, oggi parliamo del Monastero di Santo Spirito, di Maria Rita Savitteri
Il Monastero di Santo Spirito risale al 1299 e fu fondato sotto il titolo ed invocazione della Beata Maria Verginis et Sancti Spiritus. Magnifico edificio chiaramontano è soltanto all’inizio del diciottesimo secolo che avviene una grande trasformazione all’interno del Monastero. Questa trasformazione avviene, secondo i canoni dell’epoca barocca con lievi contaminazioni del Rococò, per opera di un maestro scultore e stuccatore di nome Giacomo Serpotta. Personaggi e angeli, collocati su nuvole sospese in un’aria immobile di eternità, animano l’interno del Monastero di Santo Spirito rendendolo sfarzoso e magnifico. Lesine scanalate scandiscono le pareti del corpo interno dell’edificio, dividendo l’aula di predicazione in quattro parti. Un elaborato cornicione con camminamento protetto da un’inferriata, corre tutto il perimetro. Un pregevole ed interessante tetto ligneo a cassettoni ferma e blocca lo sguardo del visitatore che viene letteralmente colpito dagli stucchi presenti. Tutte le opere sono state realizzate in un periodo compreso tra il 1693 ed il 1708, periodo nel quale il maestro palermitano Giacomo Serpotta soggiorna ad Agrigento. E non possiamo non parlare della dolcezza espressa dalla Madonna del Fonte raffigurata con il Bambino, collocata dentro una nicchia appena subito dopo l’ingresso ad opera della scuola gaginesca. Gli agrigentini chiamarono il Monastero di Santo Spirito ‘Bataranni’ ossia badia grande per le sue grandi dimensioni. Oggi il Monastero è abitato da un piccolo gruppo di suore benedettine che con le loro mani danno vita a ricette antiche dalle quali nascono delle vere e proprie delizie, tra tutti il famosissimo cous cous, dolce realizzato con il pistacchio proveniente da Raffadali e con pezzi di cioccolato e frutta candita.
#lechiesediagrigento (1910 battute)