Il diario di Bridget Jones, Che pasticcio Bridget Jones, Bridget Jones’s baby. Di Simona Manganella

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Il diario di Bridget Jones, Che pasticcio Bridget Jones, Bridget Jones’s baby. Di Simona Manganella
Una di noi, una di noi! – verrebbe da gridare adesso come 16 anni fa guardando la single inglese inventata da Helen Fielding trascorrere il compleanno da sola in pigiama bevendo vodka e versando lacrime sui chili di troppo e i fidanzati andati o mai arrivati.
Una di noi perchè, oggi più che mai, Bridget Jones è un archetipo, un mito della cultura pop(olare), il simbolo di una femminilità normale, autoironica, anti-borghese e soprattutto indulgente nei confronti delle proprie debolezze. Delle volte esagerata, ma senza dubbio se stessa.
Una trilogia che permette di guardare l’evolversi della vita di una donna particolarmente incline ai guai, fino ai c.d. “anta”.
Un po’ meno stravagante e pasticciona nell’ultimo capitolo ma sempre alle prese con l’amore e la vita da donna single.
UNA FORMULA PERFETTA NON SI CORREGGE, SI REPLICA. ECCO PERCHÉ QUELLO DI BRIDGET JONES È UN VERO SUCCESSO.

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