“Agrigento su la testa, salta in sella e manifesta”, UN SUCCESSO CLAMOROSO.

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“Agrigento su la testa, salta in sella e manifesta”, UN SUCCESSO CLAMOROSO.
UNo degli organizzatori Pierluigi Cappello, l’ex consigliere comunale Marcello La Scala e due agrigentini “stanchi”, Giovanni Catalano e Giovanni Parisi al microfono di Camillo Bosio
E pur si muove. La nota frase di Galilei Galilei appare perfetta quale titolo di apertura di questo servizio perché finalmente ad Agrigento, dopo tanti anni di immobilismo e apatia, qualcosa si è mosso e su due ruote. Ieri, infatti, numerosi centauri e ciclisti, che hanno aderito alla manifestazione promossa da liberi cittadini, utenti della strada (così amano definirsi per evidenziare la mancanza di colorazione e finalità politica) per sensibilizzare la cittadinanza al problema della chiusura di alcune importanti strade agrigentine, ha sfilato lungo per le vie della città e, poi, si è diretta a San Leone. Un lungo e chiassoso serpentone di bici e moto è partito dal manicomio e si è diretto verso il palazzo di Città per un breve sit-in. Probabilmente i manifestanti, che avevano dato tulle le comunicazioni di rito, pensavano che il Sindaco, o un suo delegato, che a parole si sono mostrati solidali con il problema, passassero dalle parole ai fatti incontrando una delegazione per verificare la possibilità di soluzioni diverse e condivise, o anche solo per mostrare, con i fatti e la presenza, quella solidarietà a voce tante volte espressa. Nulla di tutto ciò, e dell’assenza ognuno tragga le conseguenze che vuole.
I Manifestanti, di certo, non si sono lasciati abbattere da un’assenza oltremodo attesa, visti i trascorsi di questi tre anni di amministrazione, e hanno proseguito nella loro pacifica protesta. Due elementi sono da sottolineare: i partecipanti erano tutte persone adulte (pochissimi gli under 40) e lo svolgimento del corteo senza intoppi e incidenti nè disagi per la popolazione che, anzi, ha accolto quasi con gioia il chiassoso corteo. Il dato dell’età dei partecipanti, peraltro, deve far molto riflettere perché, se da una parte, potrebbe essere spia di un disinteresse delle giovani generazioni ai problemi cittadini, segno di menefreghismo ma anche di assuefazione al brutto, dall’altra costituisce, forse, il segnale della presa di coscienza ( e diremmo finalmente) da parte della “gente di mezzo” (anagraficamente parlando) della necessità di riprendere in mano le sorti della città, o provare a farlo.
Non siamo in grado di dire se questo sarà il punto di svolta verso la ripresa di un attivismo civico, da tempo sepolto nonostante lo sfascio sia sotto gli occhi di tutti, ma di certo costituisce un segnale forte (soprattutto se si considera la data -10 agosto- della manifestazione) che qualcosa si è mosso. Il resto ce lo dirà la cronaca futura. Testo di Pierluigi Cappello