18 maggio, conferenza stampa Fortitudo. Si va avanti. Di Salvo Trifirò

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18 maggio, conferenza stampa Fortitudo. Si va avanti
Moncada: “Vorrei ringraziare tutti gli abbinati che ogni anno ci assistono con la loro presenza al palazzetto, averli vicini aiuta la società in determinate scelte. Sulla stagione devo dire che il bilancio è positivo, siamo riusciti con un budget limitato, che il prossimo anno sarà ancora più ristretto, a costruire una squadra che ha fatto vedere del buon basket. il progetto ha tutte le caratteristiche per continuare, la nostra linea societaria sta prendendo una forma che prevede il coinvolgimento e la crescita di giovani, cercando di puntare in maniera più concreta sul settore giovanile. Sono soddisfatto, porteremo avanti la serie A2. C’è solo un piccolo sconforto, non riusciremo mai a competere contro squadre con budget e pubblico cinque volte il nostro. Ci sono società che ogni anno hanno problemi societari, che falliscono. Qui da noi i giocatori vengono stipendiati in tempi perfetti e vanno via contenti. Pepe ed Ambrosin le prime conferme ufficiali per il prossimo anno.

Ciani:“anche per me bilancio positivo, la nostra è una squadra destinata ad essere un’officina nella quale produrre qualcosa da una materia prima di buonissimo livello. L’anno scorso noi abbiamo avuto una visione, alcuni non hanno pagato il conto prima di leggere il menù. Questo però non ci ferma, la stessa visione l’avremo anche l’anno prossimo. Andremo ad affrontare una stagione difficilissima con 5 retrocessioni e 3 promozioni, si camminerà sulla lama del rasoio e noi saremo pronti a farlo, ci piacerebbe che il pubblico camminerà con noi.

Mayer: “bilancio estremamente positivo, abbiamo preso ragazzi dalla B o dalla C, Ciani è stato bravo a lanciarli. Nonostante qualche problema fisico come quelli di Rotondo e Zugno, siamo riusciti ad andare avanti e questo è un motivo d’orgoglio. C’è del margine per riportare più gente al palazzetto dopo un’annata come questa, oltre al fatto che gli sponsor possono avere interesse a collaborare con noi, anche loro come piccole realtà che vogliono emergere. Di Salvo Trifirò

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